Il lupo a Stupinigi: tutto quello che devi sapere

Questo mese vorremmo parlarvi di un frequentatore dell’area protetta di Stupinigi i cui avvistamenti sono sporadici ma che, tuttavia, fanno molto discutere: il lupo.

Prima di ogni altra considerazione ci sembra utile fornire alcune nozioni circa la biologia del lupo in modo da poter comprendere meglio i motivi della sua presenza occasionale a Stupinigi.

Il lupo vive in branco (famiglia riproduttiva) composto da una coppia alfa e da altri 2 o 3 individui che in genere sono i figli nati l’anno precedente o individui arrivati dalla dispersione. A marzo la coppia alfa (solo tale coppia) si riproduce e, a maggio, darà alla luce da 2 a 5 cuccioli. Tutto il branco contribuirà all’allevamento dei piccoli. Dal mese di ottobre, quando i nuovi nati sono completamente autonomi, la prole dell’anno precedente si allontanerà dalla famiglia riproduttiva per cercare nuovi territori i cui formare un nuovo branco oppure unirsi ad uno già esistente. Questo fenomeno è detto dispersione. In questo periodo vi è la maggior mortalità degli individui, tre quarti dei lupi muore prima di aver raggiunto la maturità. I giovani in questa fase possono percorrere anche diverse centinaia di chilometri prima di trovare un luogo adatto in cui insediarsi.

Nel parco di Stupinigi, nella primavera del 2021, un lupo è stato avvistato per circa una settimana. L’evento non è nuovo, c’erano state segnalazioni sporadiche e mai confermate anche negli stessi periodi del 2019 e del 2020.

La grande differenza è che l’anno scorso il lupo è stato filmato e fotografato, dando la prova certa della sua presenza. La presenza sporadica in primavera ed il fatto che nelle settimane successive non si sono avuti altri avvistamenti è un sicuro segno che l’individuo filmato era un giovane in dispersione.

Questo dato è un segnale molto importante e ci porta a fare alcuni ragionamenti. Innanzitutto ci indica che il territorio del parco costituisce un’area tranquilla in cui i lupi possono sostare qualche giorno prima di riprendere il cammino durante il periodo di dispersione. Secondariamente questa presenza in pianura ci suggerisce che, come confermano gli studiosi, il lupo occupa sulle Alpi tutti i territori vocati (quelli in cui può vivere): ciò significa che le montagne sono occupate da territori di branchi stabili e che sono aree off-limits per i giovani che, entrando in aree già occupate da un branco, rischierebbero di essere uccisi.

I giovani devono quindi spostarsi e scendere forzatamente in pianura con tutte le conseguenze che ne derivano: più chilometri da fare per spostarsi, più rischi di essere uccisi attraversando strade e ferrovie e molte più interazioni con l’uomo con il successivo scatenarsi di paure ingiustificate.

Per ora il parco è solo un luogo di passaggio dal momento che mancano prede di grandi dimensioni  (come il cervo) e non ci sono concentrazioni di animali tali da invogliare il lupo a fermarsi in modo stabile.

Come Guardiaparco monitoriamo la situazione e cerchiamo, attraverso dei percorsi effettuati con cadenza regolare, di trovare delle fatte (cacche) di eventuali lupi da poter destinare all’esecuzione dell’analisi genetica e capire da dove provengano e dove siano destinati.

Vorremo adesso, come abbiamo fatto per gli animali trattati nei mesi scorsi, sfatare alcuni luoghi comuni.

  • I lupi NON sono stati portati sulle nostre Alpi
    …ma, proprio grazie al meccanismo della dispersione dall’Appennino (dove non si sono mai estinti), hanno pian piano ricolonizzato le montagne fino ad arrivare all’arco alpino.
  • I lupi NON potranno aumentare a dismisura.
    Ogni famiglia riproduttiva ha un territorio in cui trova riparo e cibo. Le prede di un territorio non sono infinite e quindi solo un certo numero di lupi potrà abitare una certa area; quelli “di troppo” sono destinati ad emigrare (disperdersi) per cercare nuovi territori oppure a morire di fame.
  • I lupi NON fanno scomparire gli ungulati da un determinato territorio.
    Il lupo, da un punto di vista dell’alimentazione, è un “generalista” cioè mangia quello che c’è a disposizione (cervi, caprioli, cinghiali, nutrie, carcasse, immondizia e, perché no, anche bestiame domestico se è facile da predare). E’ anche “opportunista” perché sceglie di mangiare quello che è più facile da predare. Ecco perché, quando una determinata preda sarà diventata più rara nel suo territorio, il branco si dedicherà ad altre prede più facili da trovare, permettendo a quelle che erano diminuite di aumentare di nuovo e così via.
  • I lupi NON ululano alla luna.
    L’ululato serve al branco per rinsaldare i legami sociali, per caricarsi prima della caccia, per lenire la solitudine quando un individuo è lontano dal branco, per affermare l’occupazione di un territorio. Proprio quest’ultima caratteristica viene sfruttata dagli studiosi dei lupi per  sapere se un branco occupa una certa area e se ci sono cuccioli. Come? Lanciando un ululato artificiale al quale i cuccioli non riescono a non rispondere; ma anche il branco non potrà fare a meno di replicare per rivendicare il possesso di un determinato territorio.
  • I lupo SONO pericolosi.
    Sono animali che si sono evoluti per predare, quindi sono efficienti nel catturare le loro prede ed ucciderle. E’ bene quindi non giocare con i lupi, neanche se trovassimo un individuo in difficoltà. Non dobbiamo avvicinarci ma premurarci di allertare il personale specializzato (al numero 112 possiamo farci passare il servizio di emergenza veterinaria che agirà per il meglio). 
  • I lupi NON costituiscono un pericolo per gli escursionisti, ciclisti e corridori o “pic- niccari”che frequentano il parco. Il lupo ha paura dell’uomo e, se incontriamo il lupo, anche passeggiando con il nostro cane nel parco e non abbiamo piacere di prolungare l’incontro, basterà parlare ad alta voce o fare un po’ di rumore ed il lupo si allontanerà scomparendo nel bosco. ATTENZIONE: il nostro cane lasciato incustodito, lontano da noi, potrebbe essere percepito dal lupo come un invasore del territorio e quindi venire attaccato.

Un altro comportamento che sarebbe meglio evitare è quello di lasciare fonti di cibo disponibili vicino alle abitazioni: il lupo è un animale culturale ed abitudinario.

Se nei suoi spostamenti si abitua a trovare cibo in un punto tornerà frequentemente a cercarlo, con conseguenze che potrebbero diventare spiacevoli per i cani o i gatti a cui era destinato il mangime. Inoltre, per  il fatto di essere un animale culturale, che impara ed insegna ai suoi cuccioli ciò che ha imparato, il comportamento potrebbe essere negli anni successivi seguìto da tutto il branco, creando così allarmismi ingiustificati.

Per concludere, il lupo è un animale selvatico che teme l’uomo e tale deve rimanere; non cerchiamo di avvicinarlo, di nutrirlo o, peggio, di addomesticarlo. Sarebbe un peccato per il lupo ma anche per noi, che perderemmo uno dei simboli della natura selvaggia.

ARTICOLO CURATO DA:

Guardiaparco Ente di gestione delle aree protette dei Parchi Reali Sede Operativa di Stupinigi

Viale Torino 4 Fraz. Stupinigi – 10042 Nichelino (TO), tel/fax 011 3587575 cell. 331 6670087

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