La filariosi nel cane. Ne parliamo con il dottor Luciano Ceppa
Cos’è la filariosi cardiopolmonare e come proteggere i nostri amici a quattro zampe? Lo abbiamo chiesto al medico veterinario Luciano Ceppa, che esercita dal 1993 nel suo ambulatorio a Nichelino.
Le temperature hanno iniziato ad alzarsi e, con l’arrivo dell’estate, chi condivide la vita con un cane comincia a preoccuparsi di zanzare e altri insetti, possibili vettori di malattie. Tra queste c’è la filariosi. Di cosa si tratta? Esiste una cura? Come proteggere il nostro amico a quattro zampe? Lo abbiamo chiesto al medico veterinario Luciano Ceppa, che esercita dal 1993 nel suo ambulatorio a Nichelino.
Cos’è la filariosi?
La filariosi è una malattia causata da vermi parassiti delle specie Dirofilaria immitis oppure Dirofilaria repens, trasmessa dalle punture di zanzare. Ceppa spiega: «La filariosi, chiamata anche filariosi cardiopolmonare, è una malattia parassitaria trasmessa dalle zanzare le quali, succhiando il sangue di un animale infetto, assumono delle larve che poi inoculano in un altro cane. Raramente può colpire anche il gatto. Una volta inoculate, le larve diventeranno adulte in circa un mese e si trasformeranno in vermi che possono raggiungere anche i 30 centimetri di lunghezza. I parassitisi posizionano all’interno del cuore, nelle camere cardiache e nelle arterie principali. Quando il loro numero all’interno del cuore è elevato, occupano spazio e quindi l’organo si contrae con maggiore difficoltà. Inoltre, i vermi possono occasionalmente staccarsi oppure morire, entrare in circolo, venire trasportati dal flusso sanguigno e ostruire dei vasi, causando dei trombi, delle ischemie».
Cosa fare se il cane ha la filariosi?
Come racconta il dottor Ceppa, riferendosi anche al lavoro nel suo ambulatorio, oggi i casi di filariosi sono molto rari. Nonostante questo, è sempre utile conoscere i sintomi che devono allarmarci e condurci a consultare un veterinario per un controllo più approfondito. «Nel cane possono comparire diversi sintomi, tra cui tosse, affaticamento, perdita di peso, problemi di respirazione, a volte si osserva l’ingrossamento dell’addome. — Ceppa prosegue — Sono tutti i sintomi che compaiono, però, quando la filariosi è già in uno stadio avanzato, quindi quando ci sono molti parassiti nel corpo del nostro animale. In questo caso, quando il cane viene portato nell’ambulatorio, abbiamo la possibilità di eseguire un test diagnostico che, tramite il prelievo di sangue, ci permette di verificare la presenza delle filarie».
La malattia è curabile con trattamenti che prevedono la somministrazione di farmaci specifici e un attento monitoraggio che può durare dalle 2 alle 3 settimane. Purtroppo, la terapia può essere molto rischiosa: i parassiti, una volta morti, possono entrare in circolo e portare a episodi di tromboembolia, come scritto in precedenza. La soluzione ottimale è la prevenzione.
Prevenzione e sensibilizzazione sono fondamentali
La filariosi del cane è tipica delle aree umide. Tempo fa era endemica delle regioni del centro-nord Italia e quasi inesistente al sud, dove tra i parassiti più diffusi figura la leishmania.
Nell’ambulatorio del dottor Luciano Ceppa è possibile iniziare la profilassi contro la filariosi da inizio marzo a maggio, poco prima che le zanzare ritornino a infestare i luoghi che frequentiamo con i nostri cani. Il medico veterinario racconta: «La profilassi consiste nel somministrare delle compresse una volta al mese, durante il periodo estivo, cioè quando ci sono le zanzare, oppure è possibile iniettare il farmaco una sola volta. In questo caso il trattamento sarà efficace per l’intero anno».
La prevenzione e la sensibilizzazione sulla filariosi del cane hanno portato a un drastico calo dei casi.
Infatti, come sottolinea Luciano Ceppa, «Fino a circa il 2010-2015, i casi di filariosi erano molto frequenti, se ne riscontravano almeno 7-8 all’anno. Poi, fortunatamente, con l’avvento di nuovi farmaci e delle campagne di sensibilizzazione, i proprietari hanno cominciato a fare prevenzione e, di conseguenza, ci sono meno cani che fungono da serbatoi per la filaria. È necessario evidenziare anche il contesto geografico: io ho l’ambulatorio a Nichelino, in un contesto cittadino, ed è difficile che ci siano cani di cascina, randagi o semplicemente cani non curati dai proprietari. C’è, inoltre, un cambiamento nella gestione dell’animale, per cui adesso la maggior parte si trova in appartamento, luoghi in cui le zanzare hanno meno accesso grazie all’utilizzo di zanzariere e repellenti».
Come sempre, prevenire è meglio che curare.
Contatta il veterinario se non hai iniziato la profilassi.

